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Il Vigneto

“Quando l'unicità dei territori incontra la genialità degli uomini, la viticultura diventa indispensabile come espressione di storia, geografia e coltura.”



Quando c’è stato da piantare la vite non ci ho pensato su neanche un momento: era la mia opportunità di fare quello che amo, lavorare con la natura, portare a casa i frutti del proprio lavoro, letteralmente parlando.
Il nostro approccio è fatto di umiltà, ogni anno cerchiamo di imparare qualcosa in più e di migliorare noi stessi, indipendentemente da quello che Madre Natura ci offre.
Ormai conosciamo il vigneto come il palmo delle nostre mani, perché quattro ettari riusciamo a lavorarli da soli, il che ci permette di conoscere praticamente una ad una tutte le piante. E se qualcosa non va nel verso giusto, puoi prendertela solo che con te stesso. Siamo molto gelosi della potatura. Ci prendiamo cura del vigneto tutto l’anno, e ogni anno lo potiamo, leghiamo i tralci, puliamo il sotto fila e selezioniamo i germogli per avere una resa per ettaro in grado di garantirci un’ottima qualità.
 



Alla vendemmia, fatta con l’aiuto di persone che possiamo chiamare amici e parenti, ogni grappolo rovinato è un dispiacere. A volte sono errori umani, a volte è la natura che ti combina qualche scherzo. La vendemmia avviene in più fasi, a seconda del grado di maturazione raggiunto dall’uva e dal tempo a disposizione prima delle pesanti piogge autunnali.
La nostra è una viticultura artigianale e meticolosa, senza compromessi. Artigianale significa che la maggior parte dei lavori è fatta manualmente da chi conduce il vigneto. Fare un lavoro manuale, anche se molto faticoso, ti fa sentire più umano, ti fa sentire parte del creato, ti riconnette alle stagioni, ai ritmi e alla vita vera.
I compromessi sono sempre e solo con Madre Natura, è lei che comanda, senza dubbio, noi possiamo solo ascoltare e cercare il momento migliore per intervenire in ogni situazione. Solo con l’esperienza puoi compensare le difficoltà che i cambiamenti climatici ci riservano.

Mio padre aveva iniziato con la certificazione biologica nel 1995, subito dopo aver acquisito i terreni. Io provenivo da un altro mondo, lavoravo in una tipografia ma meditavo da tempo di cambiare professione. Cercavo di imparare e mi sono imbattuto nella biodinamica: conservare la fertilità della terra per le generazioni future, nutrire il pianeta, ecc. È stato amore a prima vista. Seguiamo il disciplinare Demeter della Biodinamica e stiamo lavorando per avere un’azienda a ciclo chiuso e ottenere la certificazione biodinamica.



Finalmente se tutto è andato bene si vendemmia, rigorosamente a cassette, poi si porta tutto in cantina.